19/11/2017

Personaggi Illustri.


Comunque, è soprattutto per la sua grande generosità che Boniface Festaz è ricordato. In effetti, fece dono ai poveri il 15 agosto 1658, con testamento, di tutti i suoi beni che si sarebbero trovati dopo la sua morte. L’anno precedente, aveva già ceduto una delle sue proprietà della via Mauconseil per fondarci un rifugio per i poveri.

Alla sua morte, la casa situata presso la Porta Decumana (dove c’è l’attuale Biblioteca regionale) divenne la sede dell’ospizio di Carità di Aosta, con lo scopo di assistere le persone anziane. Durante questi tre secoli e mezzo, questo ospizio ha accolto dei poveri, dei pellegrini, dei bambini abbandonati, dei malati, degli studenti di agricoltura e fu anche incaricato di preparare i pasti per dei prigionieri. Tra i propri beni, l’ospizio di Carità ha beneficiato per molti anni dei pascoli dell’alpeggio Grand Grimod, situati nel comune di Gressan.

Festaz morì il 22 settembre 1682, ma il suo ricordo è ancora presente non solo attraverso le sue opere ma anche per il nome attribuito ad una via centrale della città di Aosta che, giustamente, porta il suo nome. Egli ha voluto lasciare un ricordo particolare al suo paese natale, riservando due posti all’ospizio di Carità per le persone anziane di Gressan.

Mgr. Maturino Blanchet

Nato a Gressan nel 1892 da una famiglia profondamente cristiana, era originario di Valgrisenche.

Dopo aver compiuto i suoi studi al Petit Séminaire d’Aoste, all’età di 17 anni entrò nella Congregatione degli Oblati di Maria Immacolata.

Prese parte alla guerra 1915-18 e fu ordinato sacerdote nel 1921; nello stesso anno, il giorno di S. Pietro, celebrò la sua prima messa nella chiesa parrocchiale di Gressan.

Nel corso di molti anni, ricevette un incarico di responsabilità nella comunità di San Giorgio Canavese, e, in seguito, a Napoli e Pescara.

Nel 1946, fu nominato vescovo di Aosta; il 3 marzo era consacrato vescovo ed il 28 aprile, faceva il suo ingresso solenne nella diocesi. Il 15 ottobre 1968 dette le dimissioni per ragioni di età e di salute.

Durante i suoi 22 anni di vescovado, fondò otto nuove parrocchie: S.Anna a Champoluc, Madre Regina della Valle d’Aosta al Breuil, S. Margherita a Entrèves, S. Bernardo a Signayes e Variney e, ancora, Notre Dame aux Neiges a Porossan. Ordinò 78 nuovi sacerdoti e nominò 71 curati.

Dopo questi pochi numeri che riassumono la sua azione, vogliamo ora entrare nell’anima di mons. Blanchet.

Anche se passò molti anni fuori Valle d’Aosta, egli conservò nel suo carattere le tracce profonde e ben caratterizzate delle sue origini valdostane e campagnole. in effetti, ricordava spesso la sua esperienza di piccolo pastore in alpeggio e, in occasione delle sue visite pastorali, egli si interessava della campagna e del bestiame. Aveva anche una predilezione per i lavoratori dei campi e della vigna. Raccomandò, come prima cosa, al suo successore di non lasciare perdere i diritti rigurdanti l’acqua per innaffiare i prati ed il frutteto del vescovado.

La sua vita spirituale era improntata alla semplicità. Ecco uno degli ultimi messaggi che ci ha lasciato: Gli uomini vanno e vengono, ma il Buon Dio è quello che è, non cambia e non dà mai dimissioni. Restate sempre con Lui, che è nostro Padre. Cosa vi è di più dolce al mondo in una casa con dei poveri mobili fin quando il papà e la mamma ci sono. Il giorno che vengono a mancare, non vi è lussso che possa evitare l’impressione di vuoto e di indigenza che si prova. Dio è nostro Padre; avere Lui è avere la vita felice.

Passò sei anni nel ritiro del priorato di Saint-Pierre dove morì il 9 novembre 1974.


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