19/11/2017

Cappella di Charémoz.


Sorge nel villaggio dello stesso nome, vicino alla località di Eaux-Froides, sulla strada regionale che porta a Pila. Dedicata a Nostar Signora delle Nevi la cui festa si celebra il 5 agosto, la cappella è stata fondata da” Mathieu Cuneaz, Jean André Berlier, Aymoz Cuneaz, Jean Antoine Quendoz, Louys Pecoz et autres particuliers manans et habitans une bonne partie du temps dans le village de Chaleyme & Eaufroide rière la paroisse de Gressan ” con un atto stilato dal notaio Jean-Baptiste Figerod il 3 agosto 1683 L’edificio fu terminato nel 1688 e consacrato dal curato François Rosset. L’elezione dei procureurs de la chapelle si faceva democraticamente a maggioranza dei voti, nella sala della parrocchia di Gressan, con l’assistenza del curato. Gli abitanti dei due villaggi di Chaémoz e d’Eaux-Froides eleggevano il proprio procuratore. Gli si affidava il compito di provvedere, a turno, al trasporto a cavallo del curato fino alla cappella, in alto sulla montagna, a due ore di cammino dalla casa parrocchiale, il giorno del patrono. Il 5 agosto, il giorno della festa di Nostra signora delle nevi, non era tuttavia festeggiata tutto il giorno. In effetti, il vescovo, Mgr Pierre François De Sales, ordinò che gli abitanti ” satisfassent leur dévotion le matin, et qu’ils vaquent l’après diné à leurs travaux ordinaires. Aoste, le 2 e Août 1781 “. La cappella era riccamente dotata di oggetti di culto. Sono minuziosamente elencati in due liste, l’una stilata dai procuratoriJean Jaques de Louis Pecoz et Jaque Anselme Guerraz il 4 agosto 1722 e l’altra, dal curato di Gressan Louis Lazare Decaroli verso il 1912. La cappella è stata di recente completamente restaurata. Il tetto, sormontato dal suo piccolo campanile a vela con aperture gemelle, è stato ricostruito, il suo intonaco è stato rifatto sia all’esterno che all’interno ed i muri sono stati ridipinti. All’interno è pavimentata e completa di banchi nonché di una tribuna per i cantori. L’antico tavolo dell’altare, del quale resta ancora sul muro un dipinto rappresentante la Santa Vergine con il Gesù Bambino, San Grato e Santo Stefano, è stata girata verso i fedeli. Un’acquasantiera in pietra, un cofano in legno e dei vecchi candelabri completano l’arredamento


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